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Cosa si intende quando sentiamo parlare di stalking?

Ci riferiamo ai comportamenti persecutori che un soggetto mette in atto verso un’altra persona, perseguitandola e generandole stati di ansia e paura tali da arrivare a compromettere la sua quotidianità, modificandone le abitudini.

Spesso lo stalker conosce la sua vittima in quanto legati da una precedente relazione affettiva. Una relazione, caratterizzata dall’esercizio del controllo da parte dello stalker, che determina, come detto, uno stato emotivo di intensa ansia e paura.

Chi è lo stalker?

Tralasciando profili psicopatologici specifici, è importante sapere che lo stalker è un soggetto altamente disturbato che manifesta un’evidente problematica nell’area affettivo-emotiva e relazionale.

Restando all’interno dell’ambito delle relazioni affettive, il soggetto stalker più frequente da rintracciare è il “risentito”. Questo rappresenta, di solito, un ex-partner che desidera vendicarsi per la rottura della relazione sentimentale causata, a suo avviso, da motivi ingiusti. Ogni comportamento è giustificato dal molestatore sulla base del danno che crede di aver subito e che dal suo punto di vista lo legittima a rispondere.

Quali sono i comportamenti comuni?

I comportamenti più comuni da rintracciare nello stalker sono il comunicare con contatti assillanti mediante telefono, sms, lettere, mail, messaggi Whatsapp e Facebook a qualsiasi orario, pedinare la vittima, investigare su come la vittima trascorre la giornata, diffamare direttamente la vittima, danneggiare le cose di proprietà della vittima, compiere aggressioni fisiche o sessuali, minacciare direttamente la vittima e le persone ad essa care.

Ma questo cosa comporta nella vittima?

La vittima perseguitata dallo stalker vive sensazioni ed emozioni intense, che possono oscillare da un iniziale stato di allerta e di stress psicologico ad intensi e pervasivi stati di preoccupazione, di paura per la propria vita, di rabbia e disprezzo per il molestatore, di colpa e vergogna per quello che sta accadendo.

Queste sensazioni favoriscono l’isolamento, la chiusura e riducono le richieste d’aiuto. In questo modo, la vittima può finire per sviluppare intensi stati d’ansia, disturbi del sonno e in alcuni casi veri e propri quadri psicopatologici.

Tutti i comportamenti dello stalker sopra elencati sono persecutori e insistenti e la vittima vivendo queste emozioni negative isolandosi per il senso di colpa non permette che il reato sia denunciato alle autorità, infatti sono molti i soggetti che non parlano delle persecuzioni subìte, questo anche a causa del timore delle ripercussioni che la denuncia stessa potrebbe poi comportare.

È importante invece denunciare.

Se questo risulta difficile per la troppa paura, è sempre possibile rivolgersi a dei professionisti, in modo da avere un sostegno ed un supporto sia psicologico che legale per poter affrontare sia sul piano emotivo, che di tutela, la situazione.

Dott.ssa Roberta Catania


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